15 novembre 2019

Letterwoman show #11: Intervista a Gianluca Gotto


Buongiorno a tutti!
Sono così felice di poter tornare con la mia rubrica Letterwoman show. Per l'occasione ho voluto invitare nel mio salottino un ospite speciale. Se mi avete seguito un po' sui vari social non vi sarà troppo difficile scoprire chi è l'autore che intervisterò oggi per voi. Sono fatta così, sono una persona semplice: se entro in fissa, è la fine. Quando ho riscoperto la mia passione per i viaggi, ho saputo che c'era un guru del settore su tutti. Scrive su un blog ma udite udite, pubblica anche libri. Non potevo trovare connubio migliore. Lui è il blogger di Mangia Vivi Viaggia e per Mondadori ha da poco pubblicato Come una notte a Bali. Sto parlando di ….

GIANLUCA GOTTO

Se ancora non vi avessi convinto con la mia recensione, spero che questa intervista vi possa stuzzicare perché una cosa è sicura: Gianluca con le parole ci sa proprio fare. 

Ciao Gianluca! È un vero piacere ospitarti nel mio salottino. Spesso ti definisci un nomade digitale, puoi spiegare ai miei lettori cosa significa? 

Ciao Giorgia e grazie a te per questa bella opportunità :)
Brevemente, un nomade digitale è una persona che lavora in remoto (al proprio computer, ma c’è chi lo fa anche da smartphone, dipende dalla professione) e per questo motivo può guadagnarsi da vivere mentre gira per il mondo. Io ho iniziato alcuni fa, scrivendo articoli per siti web. Mi sono occupato un po’ di tutto, mantenendomi con la mia scrittura. Poi, insieme alla mia ragazza Claudia, ho aperto “Mangia Vivi Viaggia” e ho iniziato a dedicarmi sempre di più al nostro blog. Nel 2018 ho pubblicato il mio primo libro “Le coordinate della felicità” e quest’anno il romanzo “Come una notte a Bali” (edito da Mondadori). Oggi mi  dedico soprattutto a questo: blog e libri. 

Dove ti trovi ora?

In questo preciso istante mi trovo a Fuerteventura. Ieri ero a Siviglia :)   

Chi è e cosa fa Gianluca Gotto quando smette i panni dell'autore? 

Sono una persona con molte passioni, ma la più grande è sempre stata la scrittura! Quella sono riuscito a trasformarla in un lavoro e quando stacco amo leggere, ascoltare musica, suonare il mio ukulele, cucinare, mangiare e camminare nella natura. Più di tutto, però, amo passare tempo di qualità con Claudia, anche solo chiacchierando di sciocchezze mentre passeggiamo. E ovviamente amo viaggiare, sia nel mondo sia nelle situazioni della vita.

Quando hai capito che scrivere era la tua strada? Perché scrivi? 

Ho iniziato a scrivere durante l’adolescenza, spinto dal desiderio di trovare una via di fuga a una realtà che non mi entusiasmava. L’avevo già trovata nei libri (di ogni genere e forma) che divoravo ma volevo essere io il creatore delle storie in cui immergermi. In piena maturità, al liceo, scrissi un lungo romanzo thriller che poi autopubblicai senza successo. Fu un fallimento, però compresi che scrivere mi piaceva proprio tanto. Se vuoi farlo anche dopo una grande delusione, allora dev’essere la tua strada.

Quali sono le cose che ami e odi di più del tuo lavoro?

Dello scrivere amo che mi offre la possibilità di essere creativo. Se ci pensi, al giorno d’oggi la creatività è praticamente morta in ogni lavoro, schiacciata dalla necessità di produrre sempre di più e sempre più velocemente. Scrivere, come leggere o viaggiare lentamente, è un gesto di ribellione a questa frenesia del consumismo. Per questo amo il mio lavoro: mi siedo alla scrivania, una bella tazza di caffè fumante, un foglio bianco e la mia creatività da lasciare libera di esprimersi.
Non odio nulla del mio lavoro! Sono estremamente grato di potermi mantenere facendo proprio quello che sognavo. 

Quali sono i tuoi must read? Mentre qual è il libro che più hai amato nell'ultimo anno? 

Forse gli unici veri autori che considero must read sono Tiziano Terzani e Thích Nhất Hạnh. Il primo è stato un uomo, uno “storyteller” e un viaggiatore davvero straordinario e i suoi libri sono più attuali che mai. Thích Nhất Hạnh è invece il mio maestro spirituale, la persona che più mi ha avvicinato alla meraviglia del buddhismo e alla meditazione. I libri di questi due autori possono servire davvero a qualsiasi persona. 
Nel corso della mia vita, ho molto amato anche Stephen King, Charles Bukowski, John Fante e un po’ Ken Follet (quando ero più giovane) e Lee Child. Ah, e come dimenticare la straordinaria J.K. Rowling?
Dei libri che ho letto quest’anno ho apprezzato molto “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle, per quanto non sia completamente d’accordo con la sua visione dell’Essere.

Come descriveresti “Come una notte a Bali” a chi ancora non l’ha letto?

Una storia di liberazione, di ricerca della felicità e del senso della vita. Ma anche e soprattutto una storia di amore. Amore per se stessi, per il mondo e per gli altri. Se ti capita di pensare che la vita che hai non sia proprio quella giusta per te, questo libro fa al tuo caso.

Tu come Luca, il protagonista del tuo romanzo, hai deciso di mollare una vita che non sentivi tua. Ci spieghi com’è andata? 

Rispetto a Luca ho mollato tutto prima ancora di inserirmi su binari di vita ben precisi. Avevo vent’anni e il percorso tradizionale, quello della laurea, del lavoro a tempo indeterminato, della casa col mutuo e l’auto a rate non faceva per me. Non poteva esserlo, perché anche solo a pensarci a quella vita mi intristivo. Così mi sono detto che non mi sarei mai potuto perdonare se mi fossi arreso così facilmente a ciò che era “giusto” solo per gli altri. Ho usato tutti i soldi che avevo per comprare un biglietto di sola andata per Perth, Australia. Lì ho avuto molti lavori differenti, dal cameriere all’operaio. Poi ho vissuto la stessa esperienza di vita in Canada, dove facevo il panificatore e il pizzaiolo. Poi mi sono detto: visto che ho già fatto cose che non avrei mai pensato di fare nella mia vita, perché non provare a costruirmi una vita libera, con un lavoro che non mi vincoli a un solo posto per il resto dei miei giorni? E così sono diventato un nomade digitale. Questa è la storia che racconto nel mio libro autobiografico “Le coordinate della felicità”. 

16 ottobre 2019

Recensione "Come una notte a Bali" di Gianluca Gotto


Buongiorno a tutti!
Siamo ormai ad ottobre, le vacanze sono finite da un po' e si torna alla normalità. Avrei voluto postare questa recensione almeno qualche settimana fa ma ho avuto dei problemi che non me lo hanno permesso. Oggi ci tenevo a parlarvi di uno dei più bei libri che ho letto ultimamente, Come una notte a Bali di Gianluca Dotto edito per Mondadori.
Titolo: Come una notte a Bali
Autrice: Gianluca Gotto
Casa editrice: Mondadori
Data d'uscita: 9 luglio 2019
Pagine: 256
Prezzo: €18 (ebook €9,99)
Acquista qui
Trama: Trascorri anni a immaginare il momento in cui la tua vita cambierà. Quel momento però non arriva. La vita va avanti come sempre, senza sorprese, senza novità, senza grandi emozioni. Ma poi, proprio quando ormai credi che nulla possa cambiare, ecco che succede qualcosa di totalmente inaspettato. È il destino? È colpa di Dio? O forse è l'Universo? O è semplicemente il caso? Dopo anni di calma piatta, ora il mare è in tempesta. Puoi tornare in fretta al porto sicuro che conosci alla perfezione. Oppure farti trasportare lontano dalle nuove correnti. Così facendo, potresti trovare qualcosa che non riuscivi nemmeno a immaginare nei tuoi sogni più sfrenati. Potresti scoprire di non aver mai capito niente su di te e di non aver mai amato davvero. Potresti riacquistare un sorriso che neanche sapevi di avere: quello vero, che nasce dal cuore. E un giorno potresti ritrovarti sulla cima di un promontorio a Bali. Di fronte all'immensità dell'oceano. Felice come non eri mai stato nella tua vita." Dopo averci ispirato dalle pagine del suo blog "Mangia Vivi Viaggia" raccontandoci di viaggi e di scelte di vita alternative, Gianluca Gotto ci regala un romanzo pieno di saggezza e di luce, dedicato a chiunque creda nel valore del cambiamento, nella forza dei sogni, nella possibilità di realizzare la propria felicità, qui e ora. E nel potere dell'amore: per se stessi, per gli altri, per il mondo intero.

E poi viaggia, con le gambe e con la mente, di corsa e lentamente, nel mondo e da casa.
Innamorati follemente di questo mondo. Quando non avrai più tempo, avrai solo più i ricordi. E te li ricorderai tutti i luoghi che ti hanno emozionato. Innamorati, follemente e senza limiti.

Quando ho incontrato questo romanzo sul mio cammino non avevo ben chiaro di cosa avrei avuto davanti. Mi sono fidata del titolo e della mia passione per i viaggi, che accendeva in me una lampadina perché il nome di Gianluca non mi era nuovo. Gianluca Gotto, infatti, è il blogger di Mangia Vivi Viaggia dove racconta i suoi viaggi e attraverso alle sue perle riesce a farci vedere il mondo con occhi diversi. Ho deciso così di conservare questa lettura per un periodo speciale e questo era il mio nuovo viaggio in Thailandia di quest'estate. Volevo avere tutto il tempo necessario da dedicargli al meglio, perché in qualche modo (e non chiedetemi perché) io sapevo già che lo avrei amato. Tra l'altro, prima di me, lo hanno letto sia mia madre sia mia sorella e me l'avevano consigliato tantissimo. Come una notte a Bali era proprio ciò di cui avevo bisogno e leggere questo romanzo mi ha aperto un sacco la mente verso una nuova consapevolezza di ciò che sono e ciò che voglio essere. 
Tutto ha inizio con un riflesso nello specchio. Il protagonista di questo romanzo è Luca e immediatamente si viene catapultati nel maremoto della sua vita con i mille dubbi su che fare per cambiare la piega che ormai aveva preso nella monotonia. Ormai Luca ha deciso, nonostante la paura, qualcosa deve cambiare e velocemente, basta un click per il biglietto che gli stravolgerà la vita. Questo libro, per me, ha più punti forti e uno di questi è nella caratterizzazione dei protagonisti: Luca ed Emma. Sfido chiunque ad ammettere che tutti almeno una volta nella vita ci siamo sentiti come Luca, tutti noi siamo Luca e tutti come Luca possono cambiare la propria vita. 
Un altro punto a favore dell'autore è che lui conosce benissimo le zone di cui parla e riesce così ad evocare immagini che trasmettono emozioni vere ed essere sull'isola indonesiana insieme a Luca è un attimo. Ho adorato poi leggere anche di aneddoti che ho potuto toccare con mano come la questione degli elefanti salvanti nelle riserve a Chiang Mai che io stessa ho avuto modo di visitare. Correrei oggi stesso all'aeroporto per vivere quei luoghi, sentirli miei ripercorrendo i passi di Luca. Non escludo che quello in Indonesia possa essere proprio uno dei miei prossimi viaggi. Probabilmente non quello più imminente ma sicuramente uno di quelli che più desidero fare. Essere arrivata alla consapevolezza di essere una viaggiatrice e non più una semplice turista lo devo a Luca e ancor di più a Gianluca e all'Asia in generale. Essere stata in Thailandia per due volte in qualche modo mi ha cambiata e questo libro mi ha aiutato un sacco a comprenderlo. Ora sapete anche perché ad esempio sul mio account Instagram ormai dedico quasi tutto il mio tempo alle due mie passioni più grandi: libri e viaggi. E se non ho scisso le due cose è perché odio le etichette e Luca mi ha convinto ancor di più di star facendo la cosa giusta. Questa recensione è venuta un po' diversa dal solito, ho colto l'occasione di darvi anche una parte di me reale insieme a questo libro che sento davvero mio. C'è da dire che sarebbe un vero errore raccontarvi troppo della trama di questo romanzo perché vi toglierei il gusto di affrontare le tappe del viaggio di Luca interiore e non solo. Avete però tutti i dettagli per comprendere che Come una notte a Bali è un gran libro e sarebbe davvero un peccato non dargli un'occasione magari solo perché non si è capito molto dalla trama. E' il giusto equilibrio tra libro di viaggio e libro introspettivo. Sono sicura che dopo averlo letto ne trarrete numerosi benefici.
Che siate appassionati di viaggi o semplicemente alla ricerca di voi stessi e della felicità, questo libro fa per voi.

Il mio consiglio musicale: Petit Biscuit - Sunset Lover



Libro, adottami!

Un bacio,
Giò

17 luglio 2019

Recensione "Un maledetto lieto fine" di Bianca Marconero



Buongiorno a tutti!
Tempo fa vi avevo chiesto quale recensione avreste voluto leggere dei libri letti durante la mia assenza e siccome non ho avuto il riscontro che avevo sperato ho deciso da me di portarvi la recensione dell'ultimo romanzo di Bianca Marconero, Un maledetto lieto fine, edito per Newton Compton. Non ho mai negato la profonda stima che provo per questa autrice, forse la mia preferita nel parco di autrici italiane. Questo è il motivo principale che mi ha incuriosito prima nella lettura e poi che mi ha portato a scegliere proprio questo libro per la recensione.




Titolo: Un maledetto lieto fine
Autrice: Bianca Marconero
Casa editrice: Newton Compton
Data d'uscita: 7 febbraio 2019
Pagine: 349
Prezzo: €9,90 (ebook €1,99)
Acquista qui
Trama: Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un'educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per "prova" sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più... Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni? Basta un corso di "seduzione" per imparare a lasciarsi andare?

Che io stimassi Bianca Marconero non è un segreto per chi bazzica questo blog. Così come non è un segreto che la sottoscritta non legge mai libri appartenenti a questo genere, perché se dobbiamo catalogare Un maledetto lieto fine va detto che appartiene ad un new adult a tinte forti, dove il freno a mano non è tirato per rappresentare una sessualità controversa, oscura e spinta. Ho sempre ammesso che tutto ciò a me non piace. Non vedo il motivo per cui tutta una storia si debba basare esclusivamente su questo aspetto. Probabilmente sono sbagliata io perché ad altre milioni di ragazze questo piace, ma sono fatta così e voglio essere sincera fino in fondo.
Vi starete chiedendo perché allora ho letto questo libro e soprattutto perché leggerò il suo seguito. La risposta è molto semplice. A volte capita che ci interessiamo ad un libro solo per la fiducia riposta nel suo autore. Io quando ho preso in mano Un maledetto lieto fine ero praticamente all'oscuro di tutto. In quel momento per me non c'erano etichette, solo una trama generica. Ovviamente poi durante la lettura del libro è subentrata la curiosità di scoprire dove si andasse a parare e se effettivamente ci sarebbe stato questo benedetto lieto fine. Non nego che abbia storto il naso parecchie volte, sia per tutte quelle scene che nella mia concezione di lettura erano troppo in là rispetto ciò che di solito apprezzo in un libro, sia per la protagonista che proprio non mi andava giù. Non ho avuto un buon rapporto con Agnese, mentre mi sono affezionata a Brando ed è proprio per lui che ho voluto terminare la lettura nonostante tutto ed è sempre per lui che affronterò il seguito avendo, ora, ben chiare tante cose. Perché una cosa è sicura, non si può mettere giù Un maledetto lieto fine senza desiderare di avere subito tra le mani Un maledetto per sempre. Il suo finale te lo chiederà.
Come dicevo questo libro rappresenta qualcosa di completamente diverso è spesso durante la lettura ho fatto fatica a riconoscere la Bianca che io conoscevo. Sono stata molto combattuta. Probabilmente la cosa che più mi ha tenuta incollata all'idea d'identità che avevo creato per Bianca sono stati i personaggi e ancora una volta entra in scena lui, Brando, così come era stato per Marco. Un altro punto a suo favore è stato che comunque, nonostante non apprezzi la parte erotica, questo romanzo è ben scritto. Probabilmente questo è stato, per l'autrice, il modo migliore per delineare la storia malsana di Brando ed Agnese, che si amano ma si umiliano e si distruggono perché hanno paura di amare in un modo diverso. Sono sicura che Agnese e Brando hanno ancora molto da raccontarci, distaccata e fredda lei mentre lui è il classico bello e dannato, che per di più suona in una band.
Magari a molti sembrerà strano che nonostante tutto quello che ho detto sono riuscita ad apprezzare questo romanzo, ma in fondo quando un libro in qualche modo ti sconvolge e ti porta a divorarlo del buono c'è.
Probabilmente ora però vi starete chiedendo di cosa parla Un maledetto lieto fine al di là di questi discorsi. Agnese Altavilla, la figlia perfetta per eccellenza, è da sempre pazza di Mattia, specializzando in medicina. Il suo cuore va in pezzi quando scopre Mattia tra le braccia della ex e viene convinta da Lucio, amico di Mattia, che il vero problema è lei e la sua verginità. Questo pensiero la porta a cercare una sorta di allenatore che possa allenarla ad essere più sciolta e pronta. La persona giusta per aiutarla pare essere proprio Brando, il suo fratellastro bello e dannato che si divide tra una band musicale e un lavoro notturno in un locale. Il destino vuole però che il bacio che si scambiano per prova smuoverà qualcosa inaspettatamente.
Questo è in breve Un maledetto lieto fine. Ora avete davvero tutte i tasselli per avere un'idea più chiara di cosa è questo romanzo. Il consiglio che posso darvi è se apprezzate il genere leggetelo, se siete curiosi leggetelo e ricordatevi che il seguito, Un maledetto per sempre, è già disponibile. 


Il mio consiglio musicale: Shawn Mendes, Camila Cabello - Señorita



Quasi perfetto


Un bacio,
Giò

12 marzo 2019

Esperimento sociale: di quale libro volete che vi parli?

Sono secoli che non apro questa pagina bianca per mettermi a scrivere, un senso di colpa mi attanagliava un po' come quando non visualizzi i messaggi e non rispondi oppure visualizzi e non rispondi. Avevo paura di questa pagina bianca e del vostro giudizio per la mia assenza. 
Lo scorso anno è stato un anno difficile, iniziò peggio di come era finito quello appena passato. Ci ho messo un po' di tempo per ritrovare un giusto ritmo anche nella lettura e ora, anche se a volte ho i tempi di un bradipo, sono tornata a leggere con regolarità da diversi mesi ormai. Ecco perché ho aspettato tanto. Volevo essere sicura che questa volta il ritorno fosse vero e duraturo. 
Dopo il trasloco e la morte di nonno mi sono appigliata con tutta me stessa al viaggio che avrei fatto in Thailandia, quella è assolutamente una terra che ti rigenera con la sua cultura e nutre la tua anima. Ho riscoperto la mia passione per i videogiochi e ho cercato di impegnarmi per mantenere la promessa che avevo fatto a me stessa (ma non solo) che mi sarei laureata. Non è ancora concluso questo percorso, sono riuscita però a depennare un esame dalla lista e ora ne mancano solamente due prima della tesi. Come dicevo ho ritrovato una tranquillità che mi era mancata, probabilmente anche i lavori a livello caratteriale stanno dando i loro frutti insieme alla decisione di iscrivermi in palestra e di andare dalla dietologa. L'ho sempre vissuta come un limite, poi ho capito che era necessario e ora ho meno problemi a raccontarlo e ammetterlo. Per quanto questo spazio per me è sempre stato un sfogo forse non ho mai davvero aperto il cuore per superare questi limiti ma ora sono qua apposta per migliorarmi. C'è stata poi una piacevole sorpresa che è stato il trasferimento inaspettato qui a Torino di una delle mie migliori amiche. Tante piccole cose, ci tenevo però ad aggiornarvi!
Tornando probabilmente a quello che più vi interessa se siete qui, lo scorso anno vi ho parlato solamente di due libri letti durante il corso dell'anno. Ce ne sono altri che ho letto però che meritano di venire raccontati. Qui entrate in gioco voi. Vorrei sapere se ce n'è qualcuno di questi di cui preferireste sentir parlare prima di altri. Vi lascio l'elenco e spero davvero di ricevere un feedback da voi. Stavo pensando anche che sarebbe carino proporre delle breve recensioni anche su Instagram o comunque parlarne lì, perché magari ora in una società in continuo mutamento preferite quella soluzione piuttosto che stare qui a leggere e si dal caso che a me piace molto scattare foto. Quindi fatemi sapere cosa ne pensate!

  • Nella vita degli altri, Michele Bravi
  • 9 Novembre, Colleen Hoover
  • Finché le stelle saranno in cielo, Kristin Harmel
  • Un maledetto lieto fine, Bianca Marconero
  • Tutte le volte che ho scritto ti amo, Jenny Han
  • L'allieva, Alessia Gazzola
Ce ne sarebbero altri, ma sono per lo più seguiti oppure altri ma penso che questi siano i migliori tra quelli letti. Ora sta a voi darmi il vostro feedback. Spero siate almeno un po' felici di questo mio ritorno.
Un bacio,
Giò

26 ottobre 2018

Recensione "Mosquitoland" di David Arnold


Buongiorno a tutti!
Eccomi qui con una nuova recensione. Posso finalmente darvi la buona notizia che sono tornata a leggere con una certa continuità (superando anche la soglia di libri letti dello scorso anno) e di conseguenza posso tornare a parlarne con voi. Il libro di cui vi parlo oggi è Mosquitoland di David Arnold edito per Rizzoli

Titolo: Mosquitoland
Autrice: David Arnold
Casa editrice: Rizzoli
Data d'uscita: 12 giugno 2018
Pagine: 410
Prezzo: €18
Trama: All'indomani dell'inaspettato sfasciarsi della sua famiglia, Mim viene trascinata via dalla cittadina in cui è nata e costretta a trasferirsi dal padre e dalla sua nuova, freschissima moglie, lontano mille chilometri. Prima ancora però che la polvere abbia il tempo di posarsi, Mim scopre che la madre, rimasta a Cleveland, è ricoverata in ospedale, e riempito in fretta uno zaino, scappa di casa e salta su un autobus per correre in soccorso dell'unica persona che abbia mai capito - e adorato - i suoi tanti bordi affilati. È l'inizio di una strana, imprevista odissea, che porterà Mim a sedersi accanto a compagni di viaggio diversi, alcuni luminosi, altri molto, molto oscuri. E attraverso di loro, come in uno specchio Mim ripercorrerà gli ultimi anni, le malinconie che li hanno accompagnati, e i demoni segreti di cui è rimasta imprigionata. Per finalmente affrontare la verità che ha sempre avuto sotto gli occhi, e non ha mai voluto vedere.

 
"La gente dice che la casa è dove è il cuore, ma penso che forse la casa sia il cuore" 

La prima volta che sentì nominare Mosquitoland fu durante l'intervista che feci a Estelle Laure (aka autrice di La notte che ho dipinto il cielo). Le chiesi quali fossero i suoi must read e lei mi citò tre ya del momento tra cui comparivano proprio Mosquitoland e Tuo Simon! Se mi conoscete almeno un po' sapete bene quanto io abbia amato il romanzo dell'Albertalli e per proprio per questo motivo ero già presissima da questo titolo nonostante ne sapessi veramente poco a riguardo.
La lettura di Mosquitoland, per me, non è stata veloce. Ero ancora nel limbo del blocco che stavo sconfiggendo e lo trovavo impegnativo da affrontare ma questo non era assolutamente un punto a suo sfavore anzi dimostrava quanto potenziale potesse racchiudere dentro di sé un libro del genere. Per questo motivo me lo sono trascinato dietro per un periodo più lungo di quanto avessi sperato all'inizio io. Questo però alla fine è stato un bene perché Mosquitoland è stato mio compagno di viaggio su e giù per tutta la Thailandia (che spero abbiate voglia di scoprire insieme a me in un post tutto a lei dedicato) ed è stato perfetto essendo esso stesso un romanzo on the road. Volete mettere ad avere Mary Iris Malone, aka Mim, come compagna di viaggio? Sicuro non manca un po' di pazzia e di brio.
Partiamo dall'inizio. Mim ha sedici anni, è un'adolescente piena di problemi che è stata costretta, a causa del divorzio dei suoi genitori, a lasciare la città che ha sempre chiamato casa e nello stesso tempo anche la madre. Nella sua nuova vita ci sono troppe cose che proprio non digerisce: la nuova matrigna Kathy, il rapporto conflittuale con il padre che la crede pazza e l'Abilitol che la costringe a prendere per frenare la sua personalità. Proprio per questo motivo decide di lasciare tutto e tutti per cercare di colmare quei 1500 km che la separano dalla madre e di raggiungere Cleveland.
Il suo viaggio zaino in spalla comincia a bordo di un bus per poi proseguire con altri mezzi. Già da subito Mim può capire che non sarà per niente facile arrivare al suo obiettivo ma saranno proprio tutti questi ostacoli, insieme a personalità forse ancor più pazze di lei, a permetterle di crescere. Saranno tutte esperienze fondamentali. Ciò che impareremo insieme a Mim è l'importanza del bagaglio emotivo più di quello effettivo. Assurdi e dannatamente bizzarri saranno alcuni dei compagni di viaggio di Mim e questo ha reso questo romanzo ancor più originale. Sicuramente un punto a suo favore la caratterizzazione dei personaggi, anche secondari come l'anziana Marlene e Walt, il mio preferito. Mim a prima apparenza può sembrare un personaggio difficile con cui avere a che fare, sarà per il suo stato mentale con cui imparerete ad entrare in contatto così come il suo cinismo con cui si maschera per proteggersi. Capirete però che in verità cela dentro di sé un cuore grande e una bontà d'animo non comuni. Inevitabilmente finirete per crescere insieme a Mim, imparerete tanto da questa lettura che attraverso il viaggio si fa portavoce di crescita interiore. Imparerete che non esiste la perfezione e come dice lo stregatto siamo tutti matti.
Come già vi accennavo la prosa di Mosquitoland è assolutamente innovativa e particolare e questo è quello che ha reso questo road novel veramente unico. Prosa intervallata da lettere che la protagonista scrive indirizzate ad Isabel, che scoprirete da soli di chi si tratta. Sono proprio queste lettere a permetterci di addentrare più nel dettaglio nei pensieri di Mim e a mostrarci chi sia veramente. Sicuramente non sarà facile approcciarvi a questa lettura, dovrete avere una mente aperta ad accoglierlo e solo così lo amerete davvero. Io vi assicuro che ne varrà la pena. Spero di essere riuscita a trasmettervi anche solo un briciolo di ciò che è Mosquitoland e sappiate comunque che è sempre un piacere tornare da voi, che siete la mia casa.

Il mio consiglio musicale: Ermal Meta - Dall'alba al tramonto



Libro, adottami!

Un bacio,
Giò