17 luglio 2019

Recensione "Un maledetto lieto fine" di Bianca Marconero



Buongiorno a tutti!
Tempo fa vi avevo chiesto quale recensione avreste voluto leggere dei libri letti durante la mia assenza e siccome non ho avuto il riscontro che avevo sperato ho deciso da me di portarvi la recensione dell'ultimo romanzo di Bianca Marconero, Un maledetto lieto fine, edito per Newton Compton. Non ho mai negato la profonda stima che provo per questa autrice, forse la mia preferita nel parco di autrici italiane. Questo è il motivo principale che mi ha incuriosito prima nella lettura e poi che mi ha portato a scegliere proprio questo libro per la recensione.




Titolo: Un maledetto lieto fine
Autrice: Bianca Marconero
Casa editrice: Newton Compton
Data d'uscita: 7 febbraio 2019
Pagine: 349
Prezzo: €9,90 (ebook €1,99)
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Trama: Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un'educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per "prova" sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più... Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni? Basta un corso di "seduzione" per imparare a lasciarsi andare?

Che io stimassi Bianca Marconero non è un segreto per chi bazzica questo blog. Così come non è un segreto che la sottoscritta non legge mai libri appartenenti a questo genere, perché se dobbiamo catalogare Un maledetto lieto fine va detto che appartiene ad un new adult a tinte forti, dove il freno a mano non è tirato per rappresentare una sessualità controversa, oscura e spinta. Ho sempre ammesso che tutto ciò a me non piace. Non vedo il motivo per cui tutta una storia si debba basare esclusivamente su questo aspetto. Probabilmente sono sbagliata io perché ad altre milioni di ragazze questo piace, ma sono fatta così e voglio essere sincera fino in fondo.
Vi starete chiedendo perché allora ho letto questo libro e soprattutto perché leggerò il suo seguito. La risposta è molto semplice. A volte capita che ci interessiamo ad un libro solo per la fiducia riposta nel suo autore. Io quando ho preso in mano Un maledetto lieto fine ero praticamente all'oscuro di tutto. In quel momento per me non c'erano etichette, solo una trama generica. Ovviamente poi durante la lettura del libro è subentrata la curiosità di scoprire dove si andasse a parare e se effettivamente ci sarebbe stato questo benedetto lieto fine. Non nego che abbia storto il naso parecchie volte, sia per tutte quelle scene che nella mia concezione di lettura erano troppo in là rispetto ciò che di solito apprezzo in un libro, sia per la protagonista che proprio non mi andava giù. Non ho avuto un buon rapporto con Agnese, mentre mi sono affezionata a Brando ed è proprio per lui che ho voluto terminare la lettura nonostante tutto ed è sempre per lui che affronterò il seguito avendo, ora, ben chiare tante cose. Perché una cosa è sicura, non si può mettere giù Un maledetto lieto fine senza desiderare di avere subito tra le mani Un maledetto per sempre. Il suo finale te lo chiederà.
Come dicevo questo libro rappresenta qualcosa di completamente diverso è spesso durante la lettura ho fatto fatica a riconoscere la Bianca che io conoscevo. Sono stata molto combattuta. Probabilmente la cosa che più mi ha tenuta incollata all'idea d'identità che avevo creato per Bianca sono stati i personaggi e ancora una volta entra in scena lui, Brando, così come era stato per Marco. Un altro punto a suo favore è stato che comunque, nonostante non apprezzi la parte erotica, questo romanzo è ben scritto. Probabilmente questo è stato, per l'autrice, il modo migliore per delineare la storia malsana di Brando ed Agnese, che si amano ma si umiliano e si distruggono perché hanno paura di amare in un modo diverso. Sono sicura che Agnese e Brando hanno ancora molto da raccontarci, distaccata e fredda lei mentre lui è il classico bello e dannato, che per di più suona in una band.
Magari a molti sembrerà strano che nonostante tutto quello che ho detto sono riuscita ad apprezzare questo romanzo, ma in fondo quando un libro in qualche modo ti sconvolge e ti porta a divorarlo del buono c'è.
Probabilmente ora però vi starete chiedendo di cosa parla Un maledetto lieto fine al di là di questi discorsi. Agnese Altavilla, la figlia perfetta per eccellenza, è da sempre pazza di Mattia, specializzando in medicina. Il suo cuore va in pezzi quando scopre Mattia tra le braccia della ex e viene convinta da Lucio, amico di Mattia, che il vero problema è lei e la sua verginità. Questo pensiero la porta a cercare una sorta di allenatore che possa allenarla ad essere più sciolta e pronta. La persona giusta per aiutarla pare essere proprio Brando, il suo fratellastro bello e dannato che si divide tra una band musicale e un lavoro notturno in un locale. Il destino vuole però che il bacio che si scambiano per prova smuoverà qualcosa inaspettatamente.
Questo è in breve Un maledetto lieto fine. Ora avete davvero tutte i tasselli per avere un'idea più chiara di cosa è questo romanzo. Il consiglio che posso darvi è se apprezzate il genere leggetelo, se siete curiosi leggetelo e ricordatevi che il seguito, Un maledetto per sempre, è già disponibile. 


Il mio consiglio musicale: Shawn Mendes, Camila Cabello - Señorita



Quasi perfetto


Un bacio,
Giò

12 marzo 2019

Esperimento sociale: di quale libro volete che vi parli?

Sono secoli che non apro questa pagina bianca per mettermi a scrivere, un senso di colpa mi attanagliava un po' come quando non visualizzi i messaggi e non rispondi oppure visualizzi e non rispondi. Avevo paura di questa pagina bianca e del vostro giudizio per la mia assenza. 
Lo scorso anno è stato un anno difficile, iniziò peggio di come era finito quello appena passato. Ci ho messo un po' di tempo per ritrovare un giusto ritmo anche nella lettura e ora, anche se a volte ho i tempi di un bradipo, sono tornata a leggere con regolarità da diversi mesi ormai. Ecco perché ho aspettato tanto. Volevo essere sicura che questa volta il ritorno fosse vero e duraturo. 
Dopo il trasloco e la morte di nonno mi sono appigliata con tutta me stessa al viaggio che avrei fatto in Thailandia, quella è assolutamente una terra che ti rigenera con la sua cultura e nutre la tua anima. Ho riscoperto la mia passione per i videogiochi e ho cercato di impegnarmi per mantenere la promessa che avevo fatto a me stessa (ma non solo) che mi sarei laureata. Non è ancora concluso questo percorso, sono riuscita però a depennare un esame dalla lista e ora ne mancano solamente due prima della tesi. Come dicevo ho ritrovato una tranquillità che mi era mancata, probabilmente anche i lavori a livello caratteriale stanno dando i loro frutti insieme alla decisione di iscrivermi in palestra e di andare dalla dietologa. L'ho sempre vissuta come un limite, poi ho capito che era necessario e ora ho meno problemi a raccontarlo e ammetterlo. Per quanto questo spazio per me è sempre stato un sfogo forse non ho mai davvero aperto il cuore per superare questi limiti ma ora sono qua apposta per migliorarmi. C'è stata poi una piacevole sorpresa che è stato il trasferimento inaspettato qui a Torino di una delle mie migliori amiche. Tante piccole cose, ci tenevo però ad aggiornarvi!
Tornando probabilmente a quello che più vi interessa se siete qui, lo scorso anno vi ho parlato solamente di due libri letti durante il corso dell'anno. Ce ne sono altri che ho letto però che meritano di venire raccontati. Qui entrate in gioco voi. Vorrei sapere se ce n'è qualcuno di questi di cui preferireste sentir parlare prima di altri. Vi lascio l'elenco e spero davvero di ricevere un feedback da voi. Stavo pensando anche che sarebbe carino proporre delle breve recensioni anche su Instagram o comunque parlarne lì, perché magari ora in una società in continuo mutamento preferite quella soluzione piuttosto che stare qui a leggere e si dal caso che a me piace molto scattare foto. Quindi fatemi sapere cosa ne pensate!

  • Nella vita degli altri, Michele Bravi
  • 9 Novembre, Colleen Hoover
  • Finché le stelle saranno in cielo, Kristin Harmel
  • Un maledetto lieto fine, Bianca Marconero
  • Tutte le volte che ho scritto ti amo, Jenny Han
  • L'allieva, Alessia Gazzola
Ce ne sarebbero altri, ma sono per lo più seguiti oppure altri ma penso che questi siano i migliori tra quelli letti. Ora sta a voi darmi il vostro feedback. Spero siate almeno un po' felici di questo mio ritorno.
Un bacio,
Giò

26 ottobre 2018

Recensione "Mosquitoland" di David Arnold


Buongiorno a tutti!
Eccomi qui con una nuova recensione. Posso finalmente darvi la buona notizia che sono tornata a leggere con una certa continuità (superando anche la soglia di libri letti dello scorso anno) e di conseguenza posso tornare a parlarne con voi. Il libro di cui vi parlo oggi è Mosquitoland di David Arnold edito per Rizzoli

Titolo: Mosquitoland
Autrice: David Arnold
Casa editrice: Rizzoli
Data d'uscita: 12 giugno 2018
Pagine: 410
Prezzo: €18
Trama: All'indomani dell'inaspettato sfasciarsi della sua famiglia, Mim viene trascinata via dalla cittadina in cui è nata e costretta a trasferirsi dal padre e dalla sua nuova, freschissima moglie, lontano mille chilometri. Prima ancora però che la polvere abbia il tempo di posarsi, Mim scopre che la madre, rimasta a Cleveland, è ricoverata in ospedale, e riempito in fretta uno zaino, scappa di casa e salta su un autobus per correre in soccorso dell'unica persona che abbia mai capito - e adorato - i suoi tanti bordi affilati. È l'inizio di una strana, imprevista odissea, che porterà Mim a sedersi accanto a compagni di viaggio diversi, alcuni luminosi, altri molto, molto oscuri. E attraverso di loro, come in uno specchio Mim ripercorrerà gli ultimi anni, le malinconie che li hanno accompagnati, e i demoni segreti di cui è rimasta imprigionata. Per finalmente affrontare la verità che ha sempre avuto sotto gli occhi, e non ha mai voluto vedere.

 
"La gente dice che la casa è dove è il cuore, ma penso che forse la casa sia il cuore" 

La prima volta che sentì nominare Mosquitoland fu durante l'intervista che feci a Estelle Laure (aka autrice di La notte che ho dipinto il cielo). Le chiesi quali fossero i suoi must read e lei mi citò tre ya del momento tra cui comparivano proprio Mosquitoland e Tuo Simon! Se mi conoscete almeno un po' sapete bene quanto io abbia amato il romanzo dell'Albertalli e per proprio per questo motivo ero già presissima da questo titolo nonostante ne sapessi veramente poco a riguardo.
La lettura di Mosquitoland, per me, non è stata veloce. Ero ancora nel limbo del blocco che stavo sconfiggendo e lo trovavo impegnativo da affrontare ma questo non era assolutamente un punto a suo sfavore anzi dimostrava quanto potenziale potesse racchiudere dentro di sé un libro del genere. Per questo motivo me lo sono trascinato dietro per un periodo più lungo di quanto avessi sperato all'inizio io. Questo però alla fine è stato un bene perché Mosquitoland è stato mio compagno di viaggio su e giù per tutta la Thailandia (che spero abbiate voglia di scoprire insieme a me in un post tutto a lei dedicato) ed è stato perfetto essendo esso stesso un romanzo on the road. Volete mettere ad avere Mary Iris Malone, aka Mim, come compagna di viaggio? Sicuro non manca un po' di pazzia e di brio.
Partiamo dall'inizio. Mim ha sedici anni, è un'adolescente piena di problemi che è stata costretta, a causa del divorzio dei suoi genitori, a lasciare la città che ha sempre chiamato casa e nello stesso tempo anche la madre. Nella sua nuova vita ci sono troppe cose che proprio non digerisce: la nuova matrigna Kathy, il rapporto conflittuale con il padre che la crede pazza e l'Abilitol che la costringe a prendere per frenare la sua personalità. Proprio per questo motivo decide di lasciare tutto e tutti per cercare di colmare quei 1500 km che la separano dalla madre e di raggiungere Cleveland.
Il suo viaggio zaino in spalla comincia a bordo di un bus per poi proseguire con altri mezzi. Già da subito Mim può capire che non sarà per niente facile arrivare al suo obiettivo ma saranno proprio tutti questi ostacoli, insieme a personalità forse ancor più pazze di lei, a permetterle di crescere. Saranno tutte esperienze fondamentali. Ciò che impareremo insieme a Mim è l'importanza del bagaglio emotivo più di quello effettivo. Assurdi e dannatamente bizzarri saranno alcuni dei compagni di viaggio di Mim e questo ha reso questo romanzo ancor più originale. Sicuramente un punto a suo favore la caratterizzazione dei personaggi, anche secondari come l'anziana Marlene e Walt, il mio preferito. Mim a prima apparenza può sembrare un personaggio difficile con cui avere a che fare, sarà per il suo stato mentale con cui imparerete ad entrare in contatto così come il suo cinismo con cui si maschera per proteggersi. Capirete però che in verità cela dentro di sé un cuore grande e una bontà d'animo non comuni. Inevitabilmente finirete per crescere insieme a Mim, imparerete tanto da questa lettura che attraverso il viaggio si fa portavoce di crescita interiore. Imparerete che non esiste la perfezione e come dice lo stregatto siamo tutti matti.
Come già vi accennavo la prosa di Mosquitoland è assolutamente innovativa e particolare e questo è quello che ha reso questo road novel veramente unico. Prosa intervallata da lettere che la protagonista scrive indirizzate ad Isabel, che scoprirete da soli di chi si tratta. Sono proprio queste lettere a permetterci di addentrare più nel dettaglio nei pensieri di Mim e a mostrarci chi sia veramente. Sicuramente non sarà facile approcciarvi a questa lettura, dovrete avere una mente aperta ad accoglierlo e solo così lo amerete davvero. Io vi assicuro che ne varrà la pena. Spero di essere riuscita a trasmettervi anche solo un briciolo di ciò che è Mosquitoland e sappiate comunque che è sempre un piacere tornare da voi, che siete la mia casa.

Il mio consiglio musicale: Ermal Meta - Dall'alba al tramonto



Libro, adottami!

Un bacio,
Giò

3 agosto 2018

Recensione "Non è detto che mi manchi" di Bianca Marconero


Buongiorno a tutti!
Faccio una piccola apparizione prima di partire per quello che sarà, spero, un viaggio davvero speciale. Avrò modo di raccontarvi al mio ritorno, se vorrete. Prima, però, ci tenevo a parlarvi di un romanzo che ho appena terminato, fresco di pubblicazione, che mi ha tenuto sveglia la notte facendomi riscoprire una quantità esagerata di emozioni. Sto parlando di Non è detto che mi manchi di Bianca Marconero pubblicato lo scorso 19 luglio da Newton

Titolo: Non è detto che mi manchi
Autrice: Bianca Marconero
Casa editrice: Newton Compton
Data d'uscita: 19 luglio 2018
Pagine: 351
Prezzo: €9,90 (ebook €1,99)
Acquista qui
Trama: Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l'arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l'ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un'affinità sorprendente... Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l'unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.

“…esistono tanti tipi di abbracci: quelli amichevoli, quelli fraterni, quelli che esplodono di gioia, quelli incoraggianti, quelli consolatori. E poi ci sono gli abbracci nudi. Lo sono per come reagisce la pelle e per come batte il cuore, per la sensazione che tutto questo non succeda solo a te, ma anche alla persona che stai stringendo. E quello tra me ed Emilia è stato un abbraccio nudo.”

Partiamo con le dovute premesse: Bianca Marconero per me è ormai una garanzia e senza problemi posso affermare che penso essere anche la mia autrice italiana preferita. Finora tutto ciò che ho letto di suo (mi manca ancora qualche romanzo ma rimedierò) ha sempre fatto impazzire il mio cuore con le emozioni che sembravano fuochi d'artificio per la vincita di un mondiale, non so se mi spiego. Avevo sempre pensato, leggendo le sue storie, che ci fosse in qualche modo un legame particolare con i personaggi della Marconero e il nome Marco, che fosse questo a renderli così perfetti ai miei occhi. Ora, dopo aver conosciuto anche Fosco, posso affermare che non c'entra il nome o almeno non solo. È proprio lei a saper evocare i principi quasi estinti nelle sue storie creando così personaggi unici che vanno preservati, perché questo è Fosco ed è impossibile non amarlo.

16 giugno 2018

Sono tornata, per davvero! Recensione film Tuo, Simon 🌈

Buon pomeriggio a tutti!
Dopo tutti questi mesi di assenza, forse, vi farà strano leggere questo post. Non so se abbiate sentito la mia mancanza o meno, ci tenevo però a raccontarvi cosa mi sia successo in questo periodo. 
Vi avevo lasciati dicendovi che probabilmente sarei mancata un po' causa trasloco. Effettivamente poi a dicembre questo trasloco è avvenuto e fino a febbraio non ho avuto modo di avere internet, ma non è stato solamente questo a tenermi lontana. A gennaio infatti è venuto a mancare il mio amato nonnino. Ero tanto legata a lui, era una presenza fondamentale nella mia vita e la sua perdita mi ha fatto crollare un mondo di certezze addosso. Mi sono trovata così a leggere con fatica e la voglia di scrivere era anche meno. Ogni volta che ci provavo c'era sempre qualcosa poi che mi distoglieva dal farlo, forse perché mettere nero su bianco qui era come renderlo ancor più vero ed io non ero ancora pronta. Di conseguenza mi ero ributtata sulle serie tv, che mi tenevano impegnata e riuscivano a farmi svagare un po'. Per riuscire a combattere la rabbia e imparare a domare meglio le emozioni poi mi sono iscritta in palestra. Ed è lì che, salendo sulla bilancia, sono dovuta venire a patti con una nuova consapevolezza che mi è sembrata una secchiata di acqua ghiacciata ma ci sto lavorando. Sono mesi ormai che mi alleno tre volte a settimana, sono fiduciosa e ci sto credendo davvero perché ho un obiettivo da portare a termine. 
Nell'ultimo periodo ho ripreso anche a leggere con una certa costanza. Mi sto dedicando principalmente a Young adult e ho trovato cose carine che mi catturassero senza però impegnarmi troppo, perché l'ultima cosa che voglio è un nuovo blocco. Non so a quanti di voi interesserà tutto ciò, ma ho pensato fosse la cosa giusta da fare in quello che ho sempre considerato il mio posto sicuro.
Ho deciso di lasciarvi queste parole, che per me erano davvero importanti, in un post che reputo altrettanto speciale. Ho pensato spesso a quale sarebbe stato il post del mio ritorno e poi all'improvviso tutto mi è apparso più chiaro. Doveva essere lui. Il 31 maggio scorso nelle sale cinematografiche è uscito Tuo, Simon adattamento di Non so chi sei, ma io sono qui di Becky Albertalli ed io alla prima occasione mi sono fiondata a vederlo. Ho pensato fosse carino iniziare di nuovo da qui, da qualcosa che ha rappresentato molto per me. Chi mi seguiva, infatti, saprà già quanto io avessi amato questo romanzo.

La pellicola di Tuo, Simon, diretta da Greg Berlanti (sceneggiatore di Dawson's Creek, Everwood, Flash, Arrow), si presenta come la tipica teen comedy americana in cui ci viene presentato il protagonista nelle sue giornate tipo, i rapporti con i suoi amici e familiari finché non si arriva al punto di rottura con conseguenze negative dovute al fatto di essersi mostrato per ciò che in realtà non è. Ed è proprio in momento che nasce la consapevolezza e la voglia di rimediare smettendola di nascondersi dietro insicurezze e pregiudizi. Esprimendo poi se stesso viene apprezzato da tutti. Questa in breve è la struttura basic, ma chi è veramente Simon?
Simon, interpretato da Nick Robinson, è un diciassettenne come molti altri. Frequenta l'ultimo anno di liceo, ha tre migliori amici, Leah, Abby e Nick, ma nessuno di loro conosce il suo segreto. Simon è gay e non sa ancora come e a chi dirlo. Così Simon inizia a scambiarsi email con Blue, un ragazzo della sua scuola che ha il suo stesso segreto, con cui può finalmente sentirsi se stesso. Martin, un compagno di scuola, leggerà le loro email e scoprirà così il segreto di Simon e Blue e lo minaccerà di rivelarlo a tutti se non lo aiuterà a conquistare il cuore di Abby. Come supererà la tensione Simon? Riusciranno Simon e Blue finalmente a svelarsi le loro vere identità? Riuscirà Simon a fare coming out con i tuoi amici e i suoi familiari? Queste sono tutte domande a cui non voglio rispondervi per lasciare a voi la curiosità di scoprirlo. Tuo, Simon è una delle prime pellicole di teen comedy con un protagonista gay, e sebbene molti penseranno che possa essere una delle solite con un mondo molto patinato non esattamente paragonabile a quello reale e oppure ancora che non possa essere chissà quale grande capolavoro o che sia superficiale vi posso garantire che non tutte le teen comedy sono così e questa ne è un chiaro esempio. Tuo, Simon può essere vista come una pellicola di formazione dai buoni sentimenti scritte proprio per educare anche il pubblico più giovane.