22 agosto 2013

Chi ben comincia #3


Buonasera miei amati lettori!
Come state? Come prosegue la vostra estate? Oggi per me è stata una giornatina decisamente movimentata e nervosa. Tra impegni vari, ho fatto la brutta scoperta di aver l'indirizzo mail hackerato con conseguenti disagi. Mi sono dovuta mette all'opera per sistemare il danno e per prima cosa riuscirmi a muovere tra la lingua araba. Sì, perché l'hacker che si è divertito con la mia mail ha deciso bene di togliermi la lingua italiana perché preferiva quella araba. Anyway, non siamo qui per parlare delle mie disavventure.
Oggi però è giovedì e di conseguenza è il giorno di Chi ben comincia, rubrica ideata da Alessia del blog de Il profumo dei Libri.

Le poche regole della rubrica:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti

L'incipit che ho deciso di condividere con voi oggi è quello del libro che ho in lettura. Non posso dirvi ancora molto perché è una lettura che ho davvero appena iniziato siccome in questi giorni sto leggendo un pochino meno tra la stanchezza e le puntate dei telefilm che hanno deciso da sole che io rincominciassi a dedicarmi anche a loro.


Onislayer
di
Barbara Schaer

Jin McDowell trangugiò il quinto saké della serata, colpì il ripiano del bancone con la tazzina e ne ordinò prontamente un altro.
Per essere un venerdì sera lo Shooter non era granché affollato, colpa dei tavoli da biliardo e dei jukebox che facevano tanto anni ottanta, e sicuramente delle spogliarelliste che in quel preciso istante stavano ballando al Blue Hell.
Da quando avevano riaperto quel locale Jin era stato testimone del costante defluire della clientela che alla buona musica dello Shooter preferiva il ritmo della techno su cui si dimenavano donne seminude, ma per quel che poteva contare, lui al Blue Hell non ci avrebbe rimesso piede. Poteva giurarlo. A costo di rimanere l'unico a quel bancone a bere come una spugna.
Ben lo salutò con una poderosa pacca sulla spalla e si appollaiò sullo sgabello accanto al suo. «Ehi, fratello, vacci piano. Non lo sai che i giapponesi l'alcol non lo reggono?»
«È una sfortuna allora che io sia giapponese solo per un quarto» bofonchiò Jin senza guardarlo. «Perché come obiettivo per le prossime ore ho una sbronza colossale... vuoi farmi compagnia?»
«Oh, Jin... in questo caso sarà meglio fare gli occidentali questa sera, ti va?» Allontanò con un certo disgusto la tazzina colma di liquore giapponese e picchiettò con le nocche sul ripiano lucido per attirare l'attenzione della cameriera.
«Due scotch lisci, per cominciare.» Le rivolse un sorriso mozzafiato del tutto inconsapevole, poi tornò a occuparsi del fratello. «Onestamente Jin, che cosa ti aspettavi?»
Jin grugnì qualcosa che assomigliava tanto a un "vaffanculo" e ingollò il liquido ambrato tutto d'un fiato.
«Fai sul serio allora... eh?»
«Senti, se vuoi stare qui parla di meno e bevi di più.» Spostò gli occhi verdi dal fondo del bicchiere al viso esotico del fratello sperando di avere già la vista appannata e poi, deluso, scrollò il bicchiere vuoto in direzione della cameriera.
«Devi lasciar perdere questa storia, Jin. Finirà per ammazzarti.»
«Non sei tu quello incastrato in un matrimonio combinato, quindi piantala di dar fiato alla bocca.»
«Oh, no. Non cercare di fregarmi, so benissimo cosa hai. Non è il matrimonio con Beth il problema, né il fatto di essere stato costretto a ripudiare Asami.»
«Hai ragione. È proprio fantastico non aver libertà di scelta. Lo consiglierei a tutti.»
«Se non ricordo male non hai fatto scenate quando ti hanno detto che eri obbligato a sposare Asami.»
«Vedi di darci un taglio, Ben.»
Ben decise di ignorare il suo consiglio. «Quello che non ti sei ancora messo nella zucca è che non puoi farci niente. Ti ha piantato in asso un secondo dopo la cerimonia per il vostro fidanzamento e non ne hai saputo più nulla. Sono passati tre anni Jin, per quel che ne sai potrebbe essere già sposata con un altro. Non era quello che ti aveva detto Taro, in fondo? Se ne è andata perché era innamorata di qualcuno che non eri tu, mentre tu sei rimasto ad aspettarla e non sei più riuscito a liberartene. Pensi non sappia che non sei più stato in grado di toccare una donna che non sia una prostituta? O di non bere alcol per un giorno intero? Sia come sia, direi che è abbastanza per lasciarsi tutto alle spalle e andare avanti con la vita che il Monaco ha scelto per te.»


L'avete letto? Aspetto i vostri commenti, e se volete condividete con me il vostro incipit.

Stay tuned!
Xoxo, Giò

2 commenti:

Grazie per i vostri commenti, li apprezzo tantissimo, sono fonte di gioia e soddisfazione per me! Non appena possibile, risponderò a tutti e passerò a dare un'occhiata ai vostri blog :) Mi raccomando, stay tuned! A presto, Giò ♥