10 dicembre 2013

Teaser tuesdays #16



Buonasera miei amati lettori!
E' di nuovo martedì, quindi è tempo del nostro Teaser Tuesdays, la rubrica ideata dal blog Should Be Reading con lo scopo di condividere piccoli stralci delle nostre letture. Partecipare alla rubrica è semplicissimo, vi basterà:

- Prendere il libro che si sta leggendo
- Aprire ad una pagina a caso (o scegliere il passo che più vi ha colpito)
- Condividere il teaser scelto

Importante è non fare spoiler! Se vi va potete condividere con me la vostra lettura corrente e farmi sapere cosa ne pensate di quella che condivido io.

Il Teaser Tuesdays che ho deciso di condividere con voi oggi è tratto dalla mia attuale lettura, Schegge di me di Tahereh Mafi.



Sono così pronta per un orrore inimmaginabile, che la realtà è quasi peggio. Le pareti trasudano denaro sporco, i pavimenti di marmo devono essere costati quanto una provvista annuale di cibo, e i mobili di lusso e i tappeti persiani quanto cure mediche da centinaia di migliaia di dollari. Avverto il calore artificiale che si riversa nell’ambiente attraverso i condotti d’areazione e penso ai bambini che chiedono acqua potabile. Guardo i lampadari di cristallo e sento le madri che invocano pietà. Osservo un mondo superficiale nel bel mezzo di una realtà terrificante, e non riesco a muovermi.
Fatico a respirare.
In quanti sono morti, per sostenere questo sfarzo? Quanti hanno perduto la casa, i figli e gli ultimi cinque dollari in banca in cambio di promesse promesse promesse una valanga di promesse? Ci avevano promesso, la Restaurazione aveva promesso un futuro migliore. Che le cose si sarebbero sistemate, che avremmo recuperato il mondo che conoscevamo – un mondo di appuntamenti romantici al cinema, matrimoni primaverili e feste in onore di nascituri. La Restaurazione sosteneva che avremmo riavuto le nostre abitazioni, la nostra salute, il nostro futuro sostenibile.
E invece ci hanno portato via tutto.
Si sono presi tutto. La mia vita. Il mio futuro. La mia salute mentale. La mia libertà.
Hanno riempito il mondo di armi puntate alla fronte, e sorriso mentre facevano fuoco per 16 volte, 16 candeline proiettate nel nostro futuro. Hanno ammazzato chi era abbastanza forte da ribellarsi, e rinchiuso chi era troppo diverso per dimostrarsi all’altezza delle loro utopiche aspettative. Gente come me.
E qui c’è la prova della loro corruzione.
Sto sudando freddo, mi tremano le dita per il disgusto, le gambe non reggono il peso dello sperpero dello sperpero dello sperpero dello sperpero egoista racchiuso tra queste 4 mura. Non vedo altro che rosso. Sangue. Schizzato sulle pareti, sui tappeti, che gocciola dai lampadari.
«Juliette…»
Crollo.
Sono in ginocchio, oppressa dal dolore che tante volte ho sopportato, gonfia di singhiozzi che non posso più trattenere. La mia dignità si scioglie tra le lacrime, l’agonia di quest’ultima settimana mi dilania la pelle.
Non so più respirare.
Non riesco a risucchiare l’ossigeno che mi circonda, sono in preda ai conati, sento voci e vedo volti che non riconosco, frammenti di parole che l’inquietudine distorce, pensieri talmente confusi che presto mi chiedo se sono sveglia, o se ho perso conoscenza.
Forse sono ufficialmente impazzita.
Vengo sollevata da terra. Adam mi porta in braccio come se fossi un sacco di piume e si fa largo tra i soldati che, richiamati dal trambusto, sono accorsi per dare un’occhiata; so che non dovrei desiderare ciò che sta accadendo, ma per un istante non me ne curo. Voglio dimenticare che dovrei odiare Adam, colui che mi ha tradita e che lavora per gli stessi individui che stanno cercando di annientare il poco di umanità che ancora resiste.
Affondo il viso nella morbida stoffa della sua divisa, premo la guancia contro la maglia, contro il petto, e inspiro quel suo profumo che sa di forza e coraggio, che ha l’odore del mondo che annega sotto la pioggia. Voglio rimanere tra le sue braccia per sempre sempre sempre sempre. Quanto vorrei potergli sfiorare la pelle, quanto vorrei che non ci fossero barriere tra di noi.
La realtà mi schiaffeggia in pieno viso. La mortificazione mi confonde, una terribile umiliazione annebbia le mie capacità di giudizio; trasudo rossore. Mi aggrappo alla maglia di Adam.
«Uccidimi» dico. «Sei armato…» Cerco di divincolarmi, ma lui non allenta la presa. A dispetto dell’espressione neutrale, sta serrando le mascelle e irrigidendo i muscoli delle braccia. «Uccidimi e basta» lo imploro.
«Juliette.» Nella sua voce ferma spicca una nota di disperazione. «Ti prego.»
Sono di nuovo frastornata. Impotente. Mi sciolgo, sento la vita fluire via dagli arti e abbandonarmi.
Siamo davanti a una porta.
Adam striscia una tessera magnetica in un lettore di vetro nero posto accanto alla maniglia, e la porta di acciaio inossidabile si apre scorrendo.
Entriamo.
Ci ritroviamo in una stanza. Non ci sono altre persone.
(Pagine 74-75)

Sentitevi liberi di sfogarvi, aspetto i vostri commenti. Chi di voi l'ha già letto? Vi è piaciuto?

Stay tuned!
Xoxo, Giò

6 commenti:

  1. *va in estasi*
    *____*
    mi hai persa.. <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3

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    1. Sapevo che saresti stata più veloce della luce <3

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  2. Io l'ho letto ed è.... STUPENDO! imperdibile, meraviglioso, unico *-* ecco

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    1. Mi avevate già convinta u_u sì sì! *-*

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  3. AAAAW, voglio troppo questo libroooooo! *___*

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    1. Anche io l'ho voluto da morire *___*

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Grazie per i vostri commenti, li apprezzo tantissimo, sono fonte di gioia e soddisfazione per me! Non appena possibile, risponderò a tutti e passerò a dare un'occhiata ai vostri blog :) Mi raccomando, stay tuned! A presto, Giò ♥