15 novembre 2019

Letterwoman show #11: Intervista a Gianluca Gotto


Buongiorno a tutti!
Sono così felice di poter tornare con la mia rubrica Letterwoman show. Per l'occasione ho voluto invitare nel mio salottino un ospite speciale. Se mi avete seguito un po' sui vari social non vi sarà troppo difficile scoprire chi è l'autore che intervisterò oggi per voi. Sono fatta così, sono una persona semplice: se entro in fissa, è la fine. Quando ho riscoperto la mia passione per i viaggi, ho saputo che c'era un guru del settore su tutti. Scrive su un blog ma udite udite, pubblica anche libri. Non potevo trovare connubio migliore. Lui è il blogger di Mangia Vivi Viaggia e per Mondadori ha da poco pubblicato Come una notte a Bali. Sto parlando di ….

GIANLUCA GOTTO

Se ancora non vi avessi convinto con la mia recensione, spero che questa intervista vi possa stuzzicare perché una cosa è sicura: Gianluca con le parole ci sa proprio fare. 

Ciao Gianluca! È un vero piacere ospitarti nel mio salottino. Spesso ti definisci un nomade digitale, puoi spiegare ai miei lettori cosa significa? 

Ciao Giorgia e grazie a te per questa bella opportunità :)
Brevemente, un nomade digitale è una persona che lavora in remoto (al proprio computer, ma c’è chi lo fa anche da smartphone, dipende dalla professione) e per questo motivo può guadagnarsi da vivere mentre gira per il mondo. Io ho iniziato alcuni fa, scrivendo articoli per siti web. Mi sono occupato un po’ di tutto, mantenendomi con la mia scrittura. Poi, insieme alla mia ragazza Claudia, ho aperto “Mangia Vivi Viaggia” e ho iniziato a dedicarmi sempre di più al nostro blog. Nel 2018 ho pubblicato il mio primo libro “Le coordinate della felicità” e quest’anno il romanzo “Come una notte a Bali” (edito da Mondadori). Oggi mi  dedico soprattutto a questo: blog e libri. 

Dove ti trovi ora?

In questo preciso istante mi trovo a Fuerteventura. Ieri ero a Siviglia :)   

Chi è e cosa fa Gianluca Gotto quando smette i panni dell'autore? 

Sono una persona con molte passioni, ma la più grande è sempre stata la scrittura! Quella sono riuscito a trasformarla in un lavoro e quando stacco amo leggere, ascoltare musica, suonare il mio ukulele, cucinare, mangiare e camminare nella natura. Più di tutto, però, amo passare tempo di qualità con Claudia, anche solo chiacchierando di sciocchezze mentre passeggiamo. E ovviamente amo viaggiare, sia nel mondo sia nelle situazioni della vita.

Quando hai capito che scrivere era la tua strada? Perché scrivi? 

Ho iniziato a scrivere durante l’adolescenza, spinto dal desiderio di trovare una via di fuga a una realtà che non mi entusiasmava. L’avevo già trovata nei libri (di ogni genere e forma) che divoravo ma volevo essere io il creatore delle storie in cui immergermi. In piena maturità, al liceo, scrissi un lungo romanzo thriller che poi autopubblicai senza successo. Fu un fallimento, però compresi che scrivere mi piaceva proprio tanto. Se vuoi farlo anche dopo una grande delusione, allora dev’essere la tua strada.

Quali sono le cose che ami e odi di più del tuo lavoro?

Dello scrivere amo che mi offre la possibilità di essere creativo. Se ci pensi, al giorno d’oggi la creatività è praticamente morta in ogni lavoro, schiacciata dalla necessità di produrre sempre di più e sempre più velocemente. Scrivere, come leggere o viaggiare lentamente, è un gesto di ribellione a questa frenesia del consumismo. Per questo amo il mio lavoro: mi siedo alla scrivania, una bella tazza di caffè fumante, un foglio bianco e la mia creatività da lasciare libera di esprimersi.
Non odio nulla del mio lavoro! Sono estremamente grato di potermi mantenere facendo proprio quello che sognavo. 

Quali sono i tuoi must read? Mentre qual è il libro che più hai amato nell'ultimo anno? 

Forse gli unici veri autori che considero must read sono Tiziano Terzani e Thích Nhất Hạnh. Il primo è stato un uomo, uno “storyteller” e un viaggiatore davvero straordinario e i suoi libri sono più attuali che mai. Thích Nhất Hạnh è invece il mio maestro spirituale, la persona che più mi ha avvicinato alla meraviglia del buddhismo e alla meditazione. I libri di questi due autori possono servire davvero a qualsiasi persona. 
Nel corso della mia vita, ho molto amato anche Stephen King, Charles Bukowski, John Fante e un po’ Ken Follet (quando ero più giovane) e Lee Child. Ah, e come dimenticare la straordinaria J.K. Rowling?
Dei libri che ho letto quest’anno ho apprezzato molto “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle, per quanto non sia completamente d’accordo con la sua visione dell’Essere.

Come descriveresti “Come una notte a Bali” a chi ancora non l’ha letto?

Una storia di liberazione, di ricerca della felicità e del senso della vita. Ma anche e soprattutto una storia di amore. Amore per se stessi, per il mondo e per gli altri. Se ti capita di pensare che la vita che hai non sia proprio quella giusta per te, questo libro fa al tuo caso.

Tu come Luca, il protagonista del tuo romanzo, hai deciso di mollare una vita che non sentivi tua. Ci spieghi com’è andata? 

Rispetto a Luca ho mollato tutto prima ancora di inserirmi su binari di vita ben precisi. Avevo vent’anni e il percorso tradizionale, quello della laurea, del lavoro a tempo indeterminato, della casa col mutuo e l’auto a rate non faceva per me. Non poteva esserlo, perché anche solo a pensarci a quella vita mi intristivo. Così mi sono detto che non mi sarei mai potuto perdonare se mi fossi arreso così facilmente a ciò che era “giusto” solo per gli altri. Ho usato tutti i soldi che avevo per comprare un biglietto di sola andata per Perth, Australia. Lì ho avuto molti lavori differenti, dal cameriere all’operaio. Poi ho vissuto la stessa esperienza di vita in Canada, dove facevo il panificatore e il pizzaiolo. Poi mi sono detto: visto che ho già fatto cose che non avrei mai pensato di fare nella mia vita, perché non provare a costruirmi una vita libera, con un lavoro che non mi vincoli a un solo posto per il resto dei miei giorni? E così sono diventato un nomade digitale. Questa è la storia che racconto nel mio libro autobiografico “Le coordinate della felicità”. 

Dimmi cinque stranezze di te!

Più che stranezze, sono cinque cose che non molti sanno.
1. Ascolto ogni giorno musica che molti definiscono deprimente. Sono un grande fan dell’era del grunge, le mie band preferite sono Nirvana e Alice in Chains. Mi è stato chiesto spesso come una persona positiva possa ascoltare quel genere e la risposta è che la vita è tutta un’armonia degli opposti. Far finta che l’infelicità non esista ti impedisce di essere davvero felice. E poi quella musica, magari “triste” ma piena di passione, mi carica come non mai.
2. Sono un appassionato di tennis e provo una grande ammirazione per Novak Djokovic.
3. Se sono in un fuso orario non troppo lontano dall’Italia, tengo l’orologio con l’orario italiano. Ad esempio, qui a Fuerteventura si è un’ora  indietro ma io ragiono comunque con l’orario italiano. È il bello dell'essere un nomade digitale: puoi fare un po’ quello che vuoi.
4. In tutti i paesi che ho visitato ho giocato almeno una partita a poker, ovviamente dov’era legale farlo. E di ogni poker room in cui ho giocato colleziono una fiche. Credo che il poker sia un gioco in grado di insegnarti molte lezioni di vita.
5. Sono un grande sostenitore delle crypto-valute. A un certo punto della nostra vita, io e Claudia abbiamo convertito gran parte dei nostri soldi in Bitcoin ed Ethereum.

Come hai scelto le mete dei tuoi viaggi? Quale luogo ti ha più segnato? 

Vado molto a sensazione, a volte basta il racconto di una persona o una citazione in un libro per farmi venire voglia di partire. Il luogo che più mi ha segnato a livello personale è probabilmente Bali. Lì mi sono sentito connesso al Tutto di cui ogni cosa fa parte.

Oltre alla lettura (e ai viaggi, ovviamente), hai altre passioni? 

Risposto prima :)

Se avessi l'opportunità, chi vorresti incontrare e perché?

Jim Carrey. È una persona che stimo sia dal punto di vista lavorativo sia dal punto di vista del percorso spirituale che ha intrapreso.


Segui una determinata routine quando scrivi e crei una nuova storia? Hai qualche rito che svolgi sempre?

Una delle mie abitudini consolidate è scrivere dentro bar e ristoranti, per trarre ispirazione dalle persone che entrano e mi passano davanti. Spesso sto lì a fantasticare su di loro, mi chiedo che storia abbiano, quali siano i loro sogni, a cosa stiano pensando. E così si innesca un effetto domino dentro la mia testa, riflessione dopo riflessione.

Cosa consiglieresti di ascoltare durante la lettura di Come una notte a Bali? 

Nella prima parte “Killing in the name of” dei Rage Against the Machine, in quella centrale “Dumb” dei Nirvana e nell'ultima (quella con Emma) ogni singola canzone d’amore degli Aerosmith.

Qual è la tua scena preferita del tuo ultimo romanzo? 

La scena finale delle cascate. Ho vissuto un’esperienza simile con Claudia il primo anno in cui siamo stati a Bali :)

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Ci puoi svelare qualcosa? 

Sto valutando l’idea di aprire un podcast per dare una voce ai miei articoli e arrivare anche a chi, per un motivo o per un altro, non riesce a leggere gli articoli. Sto anche ragionando sul terzo libro ma è ancora tutto confuso, dal modo in cui pubblicarlo al genere.

Immaginati in un'isola deserta. Puoi portare con te solamente tre oggetti. Quali sono? 

Un ebook reader. Il mio ukulele. Un taccuino (la penna non vale come quarto oggetto, vero?)

Hai qualche consiglio per aspiranti scrittori e/o nomadi digitali? 

Agli aspiranti scrittori consiglio di non investire tempo nel provare a pubblicare con una casa editrice. Non inviate manoscritti, autopubblicatevi. Al giorno d’oggi, tra Amazon e piattaforme come Wattpad o Ilmiolibro, chiunque può farsi notare. Se poi quel primo libro funziona avrà il suo piccolo grande o successo e a quel punto saranno le case editrici a contattarvi.
Agli aspiranti nomadi digitali consiglio di scegliere un’area che li appassioni e all’interno di quell’area scegliere il micro-settore più remunerativo per poter incassare fin da subito e non deprimersi andando incontro a molti fallimenti. Ad esempio, se ti piace lavorare con i social network, cerca di specializzarti in un settore specifico (alimentazione, ad esempio).

Hai qualche viaggio in programma prossimamente? 

Mi piacerebbe molto visitare la Cina, ma credo che prima andrò in Sri Lanka :)

Grazie per avermi dedicato del tempo per questa intervista. Ti auguro il meglio per i tuoi futuri lavori! 

E io auguro il meglio a te cara Giorgia! 

Spero di avervi incuriosito un po', vi consiglio davvero di dare una chance a Gianluca e al suo romanzo.
Un bacio,
Giò

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